Resoconto G&TDay: 17 pietre, 17 storie

Cappella Colleoni: dove la pietra è uno status symbol 

Grazia Signori

Dopo la geoescursione G&Tday 2013 dedicata al percorso urbano alla scoperta delle pietre impiegate nel centro piacentiniano di Bergamo, cuore della città moderna, quella del 2014, concentrata sulla Basilica di Santa Maria Maggiore, anche per il 2015 l’Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo e il Centro Servizi Marmo di Verona hanno proposto una geoescursione urbana in Città Alta per la Giornata del Turismo Geologico.

Sempre nella culla più antica della città, e alla scoperta del “patrimonio geologico” di un monumento singolare: la Cappella Colleoni, monumento funebre del condottiero della Serenissima  eretto nel XV secolo su disegno dell’arch. Amadeo.

La geoescursione è stata condotta dal geologo Grazia Signori, Direttore del Laboratorio Prove del Centro Servizi Marmo di Verona e dalla professoressa Maria Mencaroni Zoppetti, Presidente dellAteneo di Scienze, Lettere ed Arti di Bergamo. Lescursione si è articolata lungo un percorso allesterno ed allinterno della cappella che tappa dopo tappa ha permesso di osservare, conoscere e riconoscere le pietre ornamentali che ne costituiscono il policromo paramento decorativo: pregiati marmi di provenienza esotica armoniosamente alternati alle pietre e ai marmi locali. 

Se dal punto di vista religioso e spirituale infatti la Cappella Colleoni, in quanto mausoleo, ha poco a che vedere con il contesto della cattedrale, della basilica e del battistero che la circondano, dal punto di vista turistico è uno dei monumenti più caratteristici della città. Non solo. Dal punto di vista geologico-artistico la Cappella Colleoni è uno splendido esempio di impiego dei materiali lapidei sia per la varietà dei litotipi sia, soprattutto, per laccorta sapienza con cui questi sono stati scelti, lavorati e abbinati per esaltare la figura e il potere del condottiero declinando in tante sfumature i toni del bianco, del grigio, del rosso-rosato, del viola e del nero. 

In altre parole, qui le pietre sono uno status symbol. Nel monumento infatti si riconoscono ben 17 diversi litotipi, tutti di composizione carbonatica ed origine sedimentaria o metamorfica.

Tra i litotipi bianchi o avorio: 

1.              il Marmo apuano (provincia di Carrara) 

2.              la Pietra di Zandobbio (litotipo locale) 

3.              la Maiolica (litotipo locale) 

4.              il Botticino (provincia di Brescia) 

5.              il Bianco di Verona (provincia di Verona) 

6.              la pietra di Arco (provincia di Verona) 

7.              pietra di Saltrio (provincia di Varese) 

 

Tra i litotipi grigi/neri: 

8.              il Bardiglio (provincia di Carrara) 

9.              il calcare di Nembro (litotipo locale)

10.          il Marmo di Musso (provincia di Como)

11.          la pietra di Sarnico (litotipo locale)

12.          il porfiroide (litotipo locale)

13.          il calcare Nero (litotipo locale)

 

Tra i litotipi rosso-rosati:

14.          il Rosso Verona (provincia di Verona)

15.          il Marmo di Candoglia (provincia di Verbano-Cusio-Ossola)

16.          il Rosso di Entratico (litotipo locale)

 

Litotipo viola:

17.          pietra Simona (litotipo locale)

 

La visita, limitata a 30 persone per ragioni logistiche e durata circa 2 ore.

 

 

 

 

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