Lucilia Gregori, 
amica dolcissima e  carissima, non è più tra noi a causa del precipitare della sua salute. 
Con Lei scompare una delle figure umane più entusiaste non solo della ricerca geologica ma anche di quella passione per la divulgazione che avvicina quanti operano nella nostra Associazione.
I soci, i delegati ed il consiglio direttivo non  dimenticheranno mai il suo dolcissimo sorriso, il suo entusiasmo autentico e sono vicini alla famiglia in questo momento di dolore.

19 gennaio 2012

Nuovo regolamento di Geologia & Turismo

È stato pubblicato il nuovo regolamento di Geologia e Turismo, i soci sono pregati di prenderne visione e di votare per la sua approvazione, entro il 14 febbraio 2012.

Vallone della Sassa - Valpelline

Autore: 

Franco Bonetto

Località: 

dalla località Chamen (1724 m) al bivacco della Sassa (2973 m)

Accesso: 

autostrada A5 fino ad Aosta Est, quindi dapprima strada statale n. 27 per il Gran S. Bernardo e quindi strada regionale n. 28 di Bionaz (circa 28 km da Aosta)

Tipologia percorso: 

percorso a piedi mediamente impegnativo

Quota massima: 

bivacco della Sassa 2973 m

Dislivello: 

1250 m

Lunghezza percorso: 

circa 14 chilometri

Tempi di percorrenza: 

6.30 h

Periodo consigliato: 

da luglio fino alle prime nevicate

Strutture di accoglienza: 

l bivacco della Sassa dispone di 8 posti letto ed è sempre aperto, permettendo così di pernottare in ambiente suggestivo di alta montagna e di fare rientro a valle il giorno successivo.

Segnaletica: 

sentiero n. 6

Documentazione: 

carta dei sentieri della Valle d'Aosta scala 1:25.000 (6) Valpelline-Saint Barthelemy – L'Escursionista Editore

Cartografia: 

Guide Geologiche Regionali BE-MA editrice vol.3/secondo volume- escursione H2.

Interesse geologico e descrizione dell'itinerario: 

L'itinerario si sviluppa all'interno della Falda della Dent Blanche del Sistema Austroalpino.

Essa è modellata a guisa di gigantesca sinforme il cui asse è orientato grosso modo secondo la Valpelline; risalendo la comba della Sassa ci si trova quindi sul suo fianco e si ha modo di osservare da vicino le due principali unità tettoniche che la costituiscono, separate da una zona di shear milonitico.

 

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